San Marcellino è considerato uno dei patroni di Roma, dove divenne nel 296 vescovo e Papa della Chiesa, durante il periodo delle persecuzioni contro i cristiani dell’imperatore Diocleziano.
Era molto propenso ad aiutare le famiglie bisognose, tanto da essere lodato da sant’Agostino per le sue opere di beneficenza.
Alcune fonti dicono che sia morto circa il 25 ottobre 30, 4 durante le violente persecuzioni del governatore di Roma Galerio.
Quando il Papa venne imprigionato, Diocleziano e Massimiano gli imposero di sacrificare gli idoli, cosa che si rifiutò di fare e poi venne minacciato di essere torturato. A seguito di ciò, san Marcellino, terrorizzato dal dolore, si prestò a bruciare due grani di incenso davanti all’altare dedicato agli dei pagani. Fu così che, una volta liberato, venne ampiamente criticato da tutti i cristiani, tanto che decise di deporsi dal ruolo di pontefice. Tuttavia, i fedeli lo rielessero come capo della Chiesa Cattolica.
Giunta notizia agli imperatori di tale avvenimento, questi decisero di imprigionare nuovamente san Marcellino, chiedendogli un nuovo sacrificio agli dei pagani. Questa volta, però, egli si rifiutò di fare ciò e venne decapitato. Le sue spoglie sono sepolte nel cimitero di Priscilla, sulla via Salaria.
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