27 aprile, Santa Zita da Lucca

Zita proveniva da una famiglia povera, e a soli dodici anni iniziò ad andare a servizio  nella casa della famiglia Fatinelli, a Lucca.

Secondo la tradizione  si fece subito apprezzare dai poveri, per la sua grande generosità e dalla stessa  famiglia Fatinelli, per la dedizione al lavoro e la sua  bontà d’animo.

Si narra che il capo famiglia sospettava che  Zita rubasse in casa, tutto quello che poi donava ai poveri.

Così un giorno il padrone, incontrando Zita con il grembiule gonfio mentre si recava da una famiglia bisognosa, le avrebbe chiesto cosa portasse. Nonostante il grembiule  fosse pieno di pane, Zita avrebbe risposto che portava solo fiori e, sciolto il grembiule, sarebbero caduti, appunto, fiori e fronde.

La devozione per Zita, in “odore di santità” per la città fu grande per tutta la sua vita tanto che, alla sua morte, i concittadini vollero che il suo corpo venisse sepolto nella Basilica di San Frediano.

Questa di Santa Zita è una figura tanto venerata in Toscana, tanto da essere citata anche da Dante Alighieri che, facendo riferimento ad un magistrato di Lucca, parla di “anzian di santa Zita“, identificando già Lucca con la santa.

Il suo culto fu approvato il 5 settembre 1696 da Papa Innocenzo XII.

Santa Zita fu proclamata patrona delle domestiche da Pio Xii, è anche patrona di Lucca, delle casalinghe e dei fornai.

Inoltre, è anche titolare della congregazione femminile delle Suore Oblate dello Spirito Santo, detta anche Istituto di Santa Zita.

Foto tratta dal web

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