Marco nacque a Cirene ed era cugino di San Barnaba.
San Pietro lo ha convertito alla fede cristiana, istruito e creato sacro ministro. Pietro lo amava come un figlio, come lo chiamò in una sua lettera: «Vi saluta anche Marco, mio figlio».
Il suo Vangelo non è altro che la predicazione di San Pietro sulla carta. Accompagnò l’Apostolo nei suoi viaggi a Roma, ove appunto scrisse il suo Vangelo in lingua greca, la più parlata in quei tempi. Ordinato vescovo, fu mandato da Pietro in Egitto a predicare il santo Vangelo. Confermando la sua predicazione con l’esempio d’una vita santa e penitente, con innumerevoli prodigi, aiutato dalla divina grazia fondò in Alessandria, una fiorente comunità la quale divenne la celebre Chiesa Alessandrina.
Dopo una vita di travagli, tutta spesa a gloria di Dio e al bene delle anime, subì un martirio lungo e crudele. Venne legato ad una fune e trainato da un cavallo per luoghi sassosi e scoscesi, e il 25 aprile dell’anno 68 l’anima sua entrò nella gloria.

Le sue reliquie furono trasportate a Venezia e riposte nella basilica a lui dedicata, dove sono oggetto di grande venerazione.
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