Daniela una figlia abbandonata, cerca la madre che ancora una volta la rifiuta

Mi chiedo  come tu ti addormenti la sera, come fai a vivere sapendo che hai negato senza possibilità di ripensamento la cosa che ti è stata chiesta: un prelievo di sangue in totale anonimato organizzato secondo le tue regole e la tua volontà, che non andrebbe a cambiare nulla della tua situazione di vita attuale, perché nessuno saprebbe, e che a me invece consentirebbe di far crescere la mia bambina che ha solo 9 anni e ha il diritto di avere al suo fianco la sua mamma“.

Lo ha scritto una figlia amareggiata, alla sua mamma naturale, sul giornale ‘La Provincia di Como’, che ancora una volta, dopo averla abbandonata alla nascita, si gira dall’altra parte.

Due donne unite e divise da un destino crudele: una figlia nata da una violenza subita e rifiutata, una madre che non ne vuole sapere niente, vuole scappare da quello che le è successo, da una figlia innocente ed ignara che subisce l’ennesima beffa della vita.

Eppure questa figlia, Daniela, infermiera psichiatrica anche lei mamma, ma mamma premurosa, attenta e partecipe, cerca la sua madre naturale, affinché si renda disponibile, in totale anonimato, per un semplice prelievo di sangue, che le darà la possibilità di accedere ad una cura sperimentale, che rappresenta l’unica speranza per guarire dal cancro.

Si tratta, infatti, di una cura sperimentale in Svizzera che, appunto, necessita della mappa genetica della madre o del padre.

Daniela, così, si è rivolta alla Magistratura. Il tribunale dei Minori è riuscito a  trovare la madre dalla cartella clinica, ma la donna si è rifiutata di sottoporsi al prelievo.

La bambina era nata 47 anni fa nell’ orfanotrofio delle suore di Rebbio, dove ha vissuto  2 anni, prima di essere adottata.  

Tre anni fa Daniela si è ammalata di un tumore resistente alle cure tradizionali. Ora la sua mamma naturale, che si è risposta ed è addirittura nonna, la lascia sola ancora una volta contribuendo, in un certo senso, a firmare la  condanna di morte di una figlia che non ha mai accettato.

 

 

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