13 aprile, San Martino I martire della fede

Originario di Todi, Martino è stato prete a Roma e poi  legato pontificio alla corte imperiale di Costantinopoli.

Eletto Papa dovette indirebun grande sinodo a Roma cui parteciparono alcuni teologi greci dissidenti, tra i quali Massimo poi chiamato il Confessore. Con il suo aiuto il sinodo romano, stabilì che l’economia della salvezza si fonda sull’incarnazione del Logos divino. La negazione della realtà e della completezza della volontà umana del Cristo renderebbe impossibile la piena redenzione dell’uomo. Furente, l’imperatore Costante II inviò in Italia l’esarca Olimpio con l’ordine di condurre prigioniero il Papa in Oriente. Olimpio si ribellò, si autoproclamò signore d’Italia e per tre anni governò sulla penisola. In questo periodo Martino poté svolgere il suo ministero in libertà. Poi, però, Olimpio cadde in battaglia e Costante inviò un nuovo emissario che prese prigioniero il Papa e lo portò a Costantinopoli.

Condannato, Martino venne condotto prigioniero a Cherson, nella penisola di Crimea, dove morì nel 655,  venerato in Oriente e in Occidente come martire della fede.

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