Quarant’anni fa divenne Polizia di Stato, ma soprattutto un corpo che rappresenta coesione tra Stato e cittadini.
Come ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “un corpo che i cittadini riconoscono come amico”.
Giorni fa, infatti, è stato celebrato il quarantesimo anniversario della legge 121 del 1981, la legge che riformò profondamente la Polizia, probabilmente modernizzandola e, via via, a passo con i tempi.
Un anniversario che, in questo 2021 ancora funestato dall’emergenza Covid-19, la Polizia guidata dal neo prefetto Lamberto Giannini, ha festeggiato a toni bassi, ma tenendo ben presente quei valori che contraddistinguono un’Amministrazione che, grazie a donne ed uomini impegnati sul territorio, rappresenta uno dei volti migliori dello Stato stesso.
Quarant’anni di un percorso scandito da quell’esserci sempre che gli italiani sentono per loro, a garanzia di un impegno basato sulla fiducia verso il poliziotto. Antica sapienza di chi ha fondato le basi, coniugata con quelle particolari competenze figlie dei tempi moderni, con lo scopo di essere tra la gente, per rispondere alle esigenze della comunità.
Disciplina ed onore, un connubio perfetto che ha cementato negli anni ogni sfaccettatura dell’operato dei poliziotti, fuso con una grande empatia democratica, per una Polizia sempre più votata al soccorso dei fragili, non soltanto al presidio della sicurezza.
Tutto questo, in tempi recenti, dimostrato con i tanti episodi di aiuto verso chi si è trovato in gravi difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19, ma anche verso gli anziani troppo spesso lasciati soli, che hanno trovato conforto e sostegno dagli operatori delle Volanti.
Anche la Polizia di Stato ha pagato un prezzo alto con la pandemia.
Dall’inizio del lockdown 2020 con tristezza ricordiamo: l’Assistente Capo Coordinatore della Polizia di Stato, voce storica della sala operativa della Questura di Caserta, Maria Sparagana, di 52 anni che lascia il marito e un figlio, deceduta il 18 marzo 2020, il Sostituto Commissario della Polizia di Stato Giorgio Guastamacchia, di 52 anni, in servizio presso il dipartimento della Pubblica Sicurezza, componente della scorta del Primo Ministro Giuseppe Conte, che lascia la moglie e due figli, deceduto il 4 aprile 2020 e tanti altri.
Del resto, questo esserci sempre della Polizia di Stato rappresenta, come sottolineato dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, quanto la sicurezza sia “divenuta patrimonio condiviso del nostro vivere sociale”, fattore “determinante di sviluppo sociale ed economico di un Paese”.