Pavia, ritrovate alcune pagine dei canti II, III, X e XI del Paradiso di Dante Alighieri

Nell’anno in cui si celebra il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri spunta fuori un’importante scoperta.

Si tratta, infatti, di alcune pagine dei canti II, III, X e XI del Paradiso dell’opera scritta dal Sommo Poeta.

Un codice dantesco di immane valore, i cui  frammenti sono databili al 1350 ed inoltre sono i più antichi mai rinvenuti.

La scoperta del manufatto è avvenuta ad opera di Alessandro Maranesi, responsabile della biblioteca del collegio universitario Ghislieri di Pavia e rettore Vicario.

Lo scorso anno, in occasione delle imminenti celebrazioni dantesche, aveva iniziato alcune ricerche  ed aveva rinvenuto questi importanti frammenti, che nel 1889, Celso Marchi, un laureando in filosofia, scoprì,  mentre consultava dei vecchi libri nella biblioteca. L’esperto di paleografia e rettore Zanino Volta riconobbe nelle terzine della Divina Commedia. 

Così, vennero accuratamente restaurate e, tra due Guerre Mondiali ed oblio, riappavero verso il 1964, in occasione del centenario dantesco, fino al dicembre 2020, quando Alessandro Maranesi ha iniziato a cercare il pregiato frammenti, trovandolo dopo aver consultato l’Annuario del Collegio del 1964.

Carte molto antiche, con una minuscola scrittura gotica, senza punteggiatura che potrebbero, dunque, risalire al Trecento.

Intanto, sono numerose in  tutta Italia e all’estero le iniziative in programma per celebrare il Dantedì, ossia la giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri.

Il 25 marzo è quando, nella finzione del racconto, Dante si smarrisce nella selva oscura ed inizia il suo viaggio straordinario.

Foto tratta dal web

 

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