8 marzo, la Medicina di genere per una salute al femminile

Nel giorno della cosiddetta “Festa della donna“, oggi 8 marzo, saranno scritti fiumi di parole, discorsi a profusione. Da nord a Sud, isole comprese, si terranno eventi in streaming, vista la grave emergenza Covid-19.

In un’altalena di dati sulla violenza di genere, femminicidi, buoni propositi e tanto altro, c’è anche una realtà concreta a favore dell’Universo femminile: la medicina di genere, che studia le differenze tra uomo e donna dal punto di vista della frequenza e del modo in cui contraggono le malattie, ma specialmente della risposta alle terapie.

Infatti, sono stati realizzati programmi di prevenzione, sono state realizzate metodologie diagnostiche e terapie su misura per l’uomo e per la donna.

Bernardine Healy
Bernardine Healy

Tutto è iniziato quando nel
1991 la cardiologia, Bernardine Healy, pubblicò un articolo sul new England Journal Medicine, descrivendo proprio la discriminazione delle donne nella gestione delle malattie cardiovascolari.

In Italia si inizia a parlare di Medicina di genere nel 1998 con il progetto del Ministero Salute “Una salute a misura di donna“.

Grazie alla Medicina di genere è possibile, quindi, identificare screening di malattia appropriati in fasce di età diverse nei due sessi, e di garantire una terapia adeguata.

A Milano c’è un ospedale fondato nel 1912, che successivamente venne trasformato nel 1971 in un vero e proprio centro ostetrico-ginecologico, dove ogni anno nascono circa duemila bambini.

È l’Ospedale Macedonio Melloni che, nel dicembre 2019, è diventato la struttura atta a curare ed assistere le donne nelle fasi della loro vita.

Ospedale Macedonio Melloni
Ospedale Macedonio Melloni

Un ospedale in ‘rosa’, dunque, tinge di rosa e diventato l’ospedale delle donne, dove affrontare malattie e problematiche, non solamente fisiche.

Le quattro fasi della vita di una donna, quindi, si possono gestire in questa struttura: lo sviluppo (11-18 anni), l’età fertile (19-50 anni), la  menopausa (45/50 – 65 anni) e la  senescenza (dai 65 anni).

Inoltre, si aggiungono anche:  ginecologia, senologia, cardiologia e neuropsichiatria.

L’Ospedale, declinato al femminile, è ispirato alla medicina di genere. Un grande passo al livello di normative ministeriali per applicare le diversità di risposta dei farmaci, ma particolarmente in relazione a quelle sperimentazioni, solitamente gestita basandosi esclusivamente sugli uomini. 

Spesso le donne sono penalizzate, anche in questo campi, perché i trial clinici sono una prerogativa degli uomini, vengono effettuati infatti esclusivamente sugli uomini. Inoltre, bisogna tenere presente che tutto il fattore delle conoscenze sulle differenti risposte alle terapie tra uomo e donna, non vengono applicate nella pratica clinica.

Persino i sintomi delle malattie sono differenti tra i due sessi e, quindi, possono comunque fuorviare una diagnosi.

Questo primo ospedale per la salute della donna in Italia, è stato istituto grazie alla Regione Lombardia, l’Asst Fatebenefratelli Sacco e la Fondazione Onda, garantisce effettivamente la presa in carico della donna nelle sue varie fasi di età. 

Anche questo è un passo concreto sull’universo femminile, a tutela e garanzia delle donne, troppo spesso penalizzate, troppo spesso vittime di violenze, troppo spesso uccise.

Foto tratte dal web

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