Patti Lateranensi, la bilaterale tra Italia e Stato Vaticano

L‘Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, Palazzo Borromeo, ha accolto la cerimonia del 92esimo anniversario dei Patti Lateranensi.

Si è svolto alla presenza del  Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e delle più alte cariche istituzionali della Repubblica italiana e della Santa Sede. 

Il primo summit tra Santa Sede ed Italia al tempo dell’emergenza Covid-19, il primo per il neo premier Draghi, in occasione della ricorrenza dei Patti Lateranensi.

Era il 1929, quando vengono stipulati gli accordi tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, con i quali si è posta fine alla questione romana. Così la Chiesa cattolica aveva riconosciuto l’esistenza di uno Stato italiano, accantonando ogni pretesa giuridica sul territorio di Roma. Patti lateranensi, costituiti da un Trattato, con il quale si definivano i reciproci rapporti sul piano del diritto internazionale tra lo Stato italiano e la Santa Sede, e di un Concordato, riguardante la disciplina dei rapporti tra lo Stato e la confessione cattolica. Vennero firmati dal segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Gasparri ed il presidente del Consiglio italiano Benito Mussolini. 

Patti Lateranensi, Bettino Craxi

Il 18 febbraio del 1984, nella cornice di  Villa Madama, a Roma, l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi firmò la revisione dei Patti Lateranensi. 

Si trattava di un Nuovo Concordato che, in definitiva, apportava sostanziali modifiche a quello firmato nel 1929. L’incontro suscitò accese  polemiche roventi, e tra i sostenitori c’era anche il PC, Partito Comunista. 

Questo Nuovo Concordato prevedeva, inoltre, l’abolizione della qualifica di “religione di Stato”, precedentemente riconosciuta alla religione cattolica nel 1929, la cancellazione dell’obbligo dell’insegnamento della religione nelle scuole e la fine della “congrua”, cioè dello stipendio che lo Stato dava ai sacerdoti. Erano previste anche l’istituzione di scuole e la parificazione delle stesse alle scuole pubbliche e la parificazione delle qualifiche e dei diplomi ottenuti nelle scuole ecclesiastiche.

“Un confronto sereno”, lo ha definito così il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ma con una espressa volontà: quella di mettere al centro la famiglia, da sostenere con adeguate politiche familiari. Si è parlato anche dei temi ambientali, scuola e giovani. 

Ma si è parlato anche delle grandi questioni mondiali, in un incontro cambiato nello svolgimento, a causa del coronavirus, tanto che l’ambasciatore presso la Santa Sede, Pietro Sebastiani, sostituisce alcuni passaggi, con una mostra di artisti contemporanei e designer, visitata dalle due delegazioni, proprio al termine del vertice. 

Nel salone dell’Ambasciata  ci sono tutti, ben distanziati ed ovviamente con la mascherina.  Il  cardinale Parolin, il segretario generale mons. Stefano Russo, i presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati ed Roberto Fico,  quello della Corte Costituzionale Giancarlo Coraggio. Tra gli altri ministri presenti, Patrizio Bianchi (istruzione), Elena Bonetti (famiglia), Roberto Speranza (salute).

Foto tratte dal web

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