Una protesta silenziosa, dopo un anno di buio nei teatri italiani.
L’emergenza Covid-19 ha fermato il mondo del teatro per un anno. Riflettori spenti che, ieri 23 febbraio, si sono riaccesi per dire al governo, che ormai è tempo di ripartire.
Da Milano a Napoli, passando per i teatri più piccoli hanno aperto ed illuminato i propri edifici per una sera.
È l’iniziativa “Facciamo luce sul teatro!”, promossa da U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo), per chiedere silenziosamente di programmare la riapertura in sicurezza nelle sale, di parlare di spettacolo.
Scenografica protesta, oltre che silenziosa, perché questi luoghi tempio di arte e cultura, ma di tante emozioni, riaprano.
L’emergenza coronavirus ha provocato, anche in questo settore gravi ripercussioni, colpendo intere filiere di produzione di eventi e materiale audiovisivo, al quale partecipano numerosi profili professionali.
Compagnie teatrali, produttori, gli stessi attori, compagnie teatrali, produttori, distributori, personale di sala, costumisti, truccatori, fonici hanno pagato anche loro un prezzo alto.
Un dramma umanitario che colpisce una gran parte del tessuto culturale che è sicuramente un settore terapeutico per la società.