“L’antisemitismo è ancora una nuvola nera sull’Europa”, ha affermato Edith Bruck, la scrittrice sopravvissuta ai lager nazisti. Numero 11152, vero nome Edith Steinschreiber, nata a Tiszabercel e cresciuta a Tiszakarád, piccolo centro dell’Ungheria ai confini con la Slovacchia. Aveva 12 anni quando viene deportata ad Auschwitz.

A 76 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ci ritroviamo a celebrare il Giorno della Memoria, oggi 27 gennaio 2021, soprattutto perché è necessario riflettere sulla crescita dell’antisemitismo, del razzismo, tra l’altro accompagnati da atti inauditi di violenza e discriminazione.
Basti pensare alla preoccupante diffusione, specialmente tra i giovani, di movimenti nazionalisti, xenofobi in Europa, ma anche in Italia.
In un mare di ignoranza per quanto riguarda la conoscenza vera e propria della storia, è opportuno rispondere a questa assurda cultura dell’odio, promuovere invece nelle scuole la cultura della storia, del passato che ci appartiene, dal quale proveniamo.
Creare, quindi, una società che guardi all’accoglienza, all’integrazione, al rispetto, perché l’odio corre, corre veloce anche attraverso internet, i social.
L’eredità del passato va accolta, fatta propria, per formare una società che condanni ogni forma di violenza.

In occasione del 50esimo anniversario dello scoppio della guerra, Papa Giovanni Paolo II disse che gli Ebrei, in quella “barbarie pianificata furono sottoposti ad indicibili privazioni e brutalità“. È stato così.

Mai dimenticare, mai.
Come affermato sempre da Papa Wojtyla: “Nessuno dimentichi l’Olocausto”, proprio quando era in visita a quel simbolo dell’orrore, il mausoleo del genocidio a Gerusalemme, nel marzo 2000.

Mai andare oltre. Quello che è successo, il tentativo di distruggere in modo pianificato un intero popolo è una terribile pagina della storia dell’Europa. Un’onta che macchia la nostra stessa storia.
Quindi, mai cedere ad ideologie che divulgando la sopraffazione dell’altro, per via del colore della pelle, della diversa razza, lingua o religione. Mai.
Noi, di Edith Bruck
Per noi sopravvissuti
è un miracolo ogni giorno
se amiamo, noi amiamo duro
come se la persona amata
potesse scomparire da un momento all’altro
e noi pure.
Per noi sopravvissuti il cielo o è molto bello
o é molto brutto, le mezze misure
le sfumature
sono proibite.
Con noi sopravvissuti
bisogna andare cauti
perché un semplice sguardo storto
quello quotidiano
va ad aggiungersi ad altri tremendi
e ogni sofferenza
fa parte di una UNICA
che pulsa nel nostro sangue.
Noi non siamo gente normale
noi siamo sopravvissuti
per gli altri
al posto di altri.
La vita che viviamo per ricordare
e ricordiamo per vivere
non é solo nostra.
Lasciateci….
Noi non siamo soli.
Edith Bruck
Da Monologo, Ed. Garzanti