Viterbo,operazione internazionale “Nuova Alba”. Arrestato latitante albanese. Sequestrati 4 chili di cocaina
Un’ampia operazione antidroga che ha portato all’arresto di un latitante albanese in Belgio, colpito da mandato di arresto internazionale.
La Squadra Mobile di Viterbo chiude il 2020 con un’azione che ha visto la collaborazione della Polizia di Frontiera di Roma Fiumicino e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale Polizia Criminale.

Come sottolineato, infatti, dal signor Questore Giancarlo Sant’Elia in conferenza stampa: “Questa azione, nell’ultimo giorno dell’anno, testimonia che continua l’impegno con il massimo delle energie, pagando anche un prezzo elevato in termini di malati, perché anche da parte delle forze dell’ordine abbiamo dovuto registrare casi di positività. Un’operazione così brillante, così gratificante, a dimostrazione che la Polizia di Stato è sempre sul pezzo, non arretra. Anche di fronte ad un’emergenza di questa portata, continuiamo a svolgere comunque e sempre il nostro dovere”.
Traffico internazionale di droga, dunque, quasi 4 chili di cocaina sequestrata e 9 arresti. Al latitante, un soggetto noto e strutturato a Viterbo da anni, è stata sequestrata anche una Smart che, secondo gli investigatori, utilizzava per spacciare.

Si tratta dell’operazione “Nuova Alba“, frutto di una lunga attività investigativa, culminata appunto con l’arresto del pericoloso latitante albanese,

che vede impegnata la Sezione narcotici della Questura di Viterbo, il cui responsabile è l’ispettore Stefano Sensi.
“Un’operazione di lungo corso – come sottolinea il dirigente della Squadra Mobile Fabrizio Moschini – che parte dall’arresto compiuto in fragranza nel settembre 2019 a Viterbo, dal personale della Squadra Mobile, su un cittadino albanese che aveva un quantitativo di stupefacente non ingentissimo, sui 5 grammi, ma che aveva anche del contante al seguito”.

Successivamente, con gli accertamenti compiuti sul cellulare e sulla base di riscontri operati, si è potuta sviluppare un’ ulteriore attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo, che successivamente è scaturita in una serie di arresti nei confronti di altri connazionali e nel sequestro di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, di denaro e di uno smartphone di ultima generazione.

“Un’attività sul territorio, di riscontro sulle fonti, privi di attività tecnica, – spiega il dr. Moschini – sulla documentazione, di costante monitoraggio dei percorsi di spaccio, anche al dettaglio, sul territorio viterbese, che ha portato ad una serie di arresti compiuti nel tempo, a riscontro di quella attività investigativa che avevamo individuato in un gruppo di cittadini albanesi, che aveva fondamentalmente un quasi monopolio dello spaccio della cocaina sul territorio di Viterbo”.
Con gli arresti a riscontro nella fragranza di reato, dunque, sono state chieste anche delle misure nei confronti di quello che era il diretto gestore del giovane albanese, che muoveva materialmente sul territorio lo stupefacente. È stato quindi ampliato il giro degli accertamenti, che hanno portato ad avere indizi probanti sul fatto che il soggetto più qualificato nell’ambito di questo gruppo, si trovasse all’estero con un ruolo attivo. Con gli accertamenti gli inquirenti sono arrivati ad elementi certi, ed hanno avviato una stretta collaborazione con lo S. C. I. P., (Servizio Cooperazione Internazionale Polizia).
“Parliamo di attività sul territorio di riscontro sulla documentazione e di un costante monitoraggio dei flussi di spaccio, anche al dettaglio sul territorio viterbese – prosegue il dirigente della Mobile – che ha portato da un lato ad una serie di arresti compiuti nel tempo, ed alla pista investigativa individuata che ci fosse un gruppo di cittadini albanesi che aveva, fondamentalmente, un quasi monopolio dello spaccio della cocaina sul territorio di Viterbo”.
La stretta collaborazione con lo S.C. I. P. ha permesso di individuare il soggetto più interessante dal punto di vista investigativo, in territorio belga e, procedere quindi alla misura restrittiva ai fini dell’estradizione.

Entra così in campo, nel lavoro di squadra, l’Arma dei Carabinieri, che vede la presenza del colonnello Daniele Marcoaldi, coinvolti nella cooperazione internazionale. È questa una rete che attualmente conta 36 paesi aderenti.
“Siamo stati attivati in ottobre dai colleghi della Questura di Viterbo – afferma il colonnello Marcoaldi – e la nostra attività è iniziata con l’inserimento all’interno della banca dati Schengen del provvedimento di cattura… Ci siamo spostati sul territorio belga e abbiamo chiesto la collaborazione dei colleghi, per verificare se le informazioni fossero attendibili sulla presenza del soggetto”.
L’uomo, quindi, è stato individuato, ma era importante capire se avesse anche una rete in Belgio. Durante un pedinamento il soggetto stava per partire per Tirana e “quindi i colleghi – aggiunge il colonnello Marcoaldi – sono stati costretti a bloccarlo, altrimenti uscendo dall’area Schengen, si sarebbe dovuti passare ad una procedura estradizione, con un evidente prolungamento di tempo”.
Il latitante albanese, quindi, è stato accompagnato in Italia, via aerea. All’arrivo all’aeroporto di Fiumicino, è stato sottoposto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ad opera del personale della Squadra Mobile di Viterbo e dell’ufficio di Polizia di Frontiera, che ha supportato i colleghi nella fase conclusiva, come sottolineato

dalla dottoressa Valentina Cedrone, che ha aggiunto: “Grazie ai colleghi siamo riusciti a portare a termine questo importante risultato”.



