La campagna di vaccinazione avrà a che fare con almeno tredici ceppi virali che, lo scorso inverno, hanno infettato l’Italia, provenienti dall’estero.
La seconda ondata è stata il risultato di alcuni gesti incauti e non sono stati tracciati i focolai.
Sono alcune considerazioni dello studio internazionale diffuso dall’Università Campus Biomedico di Roma.
Sembra che la terza ondata potrebbe evidenziare che l’efficacia del distanziamento sociale sia limitata se non si fermano i cluster locali, nelle famiglie, che mantengono il diffondersi della pandemia.
Questa importante ricerca porta la firma di numerosi ricercatori da tutto il mondo, tra i quali gli italiani Massimo Ciccozzi e Marta Giovanetti (Unicampus di Roma), Marco Salemi (Università della Florida), Davide Zella (Human Institute of Virology di Baltimora.
Secondo questo studio, nonostante la strategia del governo, ci sono le prove del mantenimento della diffusione virale tra pochi nuclei, che diventano vere e proprie bombe pronte ad esplodere.