Quando muore un poliziotto in servizio, ci sono una moglie, dei figli, genitori, nipoti ed amici, oltre ai colleghi, che subiscono un atroce affronto, una perdita terribile.
Nel caso delle mogli, si ritrovano a dover mandare avanti, da sole, una famiglia che avevano costruito con amore e speranza, facendo progetti, poi infranti.
È di questi giorni la notizia della scelta di una giovane donna che ha perso il marito durante un turno di volante: Giuliana Ghidotti. È la vedova di Pasquale Apicella, il poliziotto morto in servizio, durante l’inseguimento a Calata Capodichino, ad una banda di bosniaci che aveva appena rapinato un bancomat, nella notte tra il 26 e il 27 aprile 2019.

Pasquale Apicella, per tutti Lino, era agente scelto presso il commissariato di Secondigliano. Lascia una moglie ed un figlio di appena 6 anni.
La moglie, Giuliana Ghidotti, ha deciso di entrare in Polizia. Frequenterà un corso riservato ai familiari delle vittime del dovere, presso la Scuola Allievi di Caserta.

Anche lei, dunque, porterà la divisa, quella divisa che il marito ha onorato fino all’ultimo istante della sua vita, spezzata da tre criminali in fuga, con un’auto che, come è emerso nel corso della prima udienza, andava a 140 chilometri orari.

Questa giovane donna, che il giorno dei funerali abbracciava la bara del suo Lino, che scriveva sui social: “Ti guardo in foto e non posso credere di non poterti toccare più. In quella macchina sono morta anche io, insieme a mio marito”, è pronta ad onorare la Polizia, a servire lo Stato per garantire la sicurezza ai cittadini, come il marito, come fanno ogni giorno tanti colleghi, come lo hanno fatto tutti quelli che sono caduti in servizio.