È operativa dal 9 dicembre in Toscana, con la presa in carico delle prime richieste di soccorso, la più grande centrale unica di risposta (Cur) 112 d’Italia.
Inaugurata a Firenze in presenza – tra gli altri – del presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, del prefetto Alessandra Guidi e del sindaco Dario Nardella, copre attualmente le province di Firenze, Prato (distretti telefonici 055 – 0574) una parte del territorio provinciale di Arezzo, in particolare i comuni del Valdarno superiore nai quali è stata completata la migrazione al numero unico di emergenza (NUE) 112 per tutte le chiamate di soccorso.

L’estensione del servizio a tutta la regione Toscana è prevista entro la fine di aprile 2021, ma il monitoraggio del progetto continuerà «anche e soprattutto nelle fasi successive, per valutare in maniera congiunta e sinergica i dati e le risultanze che emergeranno» ha assicurato il prefetto Guidi sottolineando che si tratta di un progetto complesso che coinvolge le sale operative delle Forze dell’ordine di tutto il territorio.
Prende le mosse infatti dal protocollo siglato nella prefettura del capoluogo toscano a luglio 2019 dal ministero dell’Interno e la regione Toscana per l’attuazione del Nue 112 secondo il modello della centrale unica di risposta.
Da lì è partito il lavoro tra le diverse istituzioni coinvolte, tra le quali l’azienda-unità sanitaria locale (Ausl) Toscana Centro, all’interno del gruppo di monitoraggio attivato sempre in prefettura per seguire lo stato d’avanzamamento del progetto, con la collaborazione anche di questura, Carabinieri e Vigili del fuoco.
Il risultato è «uno strumento utile per tutti i toscani», frutto di «un lavoro di squadra a cui va il ringraziamento dell’assemblea regionale» ha detto il presidente Mazzeo.
Responsabile del progetto per l’Ausl Toscana centro è il project manager Alessio Lubrani, che ha spiegato come per il cittadino ora «sarà più semplice chiedere aiuto perché dovrà comporre un solo numero di emergenza, l’112. Sarà poi la sala operativa a indirizzare la richiesta alla giusta centrale di emergenza di secondo livello».
Come funziona la Cur 112 Toscana
La sala operativa della Cur 112 Toscana si trova nel presidio ospedaliero Piero Palagi di Firenze, è composta da 28 postazioni dedicate, oltre ai locali tecnici e di supporto, con caratteristiche all’avanguardia. Coordina con i suoi 80 operatori formati da Areu Lombardia tutte le chiamate di soccorso del territorio fungendo da filtro attivo tra cittadini che segnalano una situazione di emergenza e le attuali 80 centrali operative di secondo livello (questura, Carabinieri, Vigili del fuoco, Emergenza sanitaria).
Nella prima fase di attuazione resteranno attivi anche i vecchi numeri di soccorso per permettere la graduale diffusione del numero unico. Una volta esteso il Nue a tutte le altre province toscane si stima che la centrale unica di risposta offrirà un servizio a 4 milioni e mezzo di utenti al giorno tra residenti, turisti e pendolari, per un volume, sempre secondo le proiezioni, di circa 6.500 chiamate al giorno.
La Cur Toscana potrà gestire in parallelo anche le chiamate di emergenza di Marche e Umbria in caso di non-operatività della centrale gemella di Ancona, che dovrebbe essere operativa da domani.
La Cur 112-Toscana si avvale di tecnologie di avanguardia come la geolocalizzazione, il trasferimento telematico dei dati, e sistemi che consentono di eliminare la percentuale – rilevante – di “false chiamate” , come richieste di informazioni, errori o scherzi. Alla Cur si può sempre chiedere aiuto anche da smartphone utilizzando l’app Where Are U, gratuita e disponibile sia per Ios che per Android. Disponibile anche un servizio di traduzione multilingua.