Viterbo, era il 3 dicembre 2013 quando il Trasporto della Macchina di Santa Rosa diventava patrimonio immateriale Unesco

Un risultato importante, una data da ricordare. Era il 4 dicembre 2013, quando a Baku in Azerbaigian, il Trasporto della Macchina di Santa Rosa diventava  patrimonio immateriale Unesco con la rete delle Grandi macchine a spalla.

Macchina di Santa Rosa, foto di Gianluca Belei
Macchina di Santa Rosa, foto di Gianluca Belei

Viterbo, così, allarga la conoscenza della Macchina di Santa Rosa e del tradizionale trasporto della sera del 3 settembre, oltre i confini nazionali.

A pieno titolo entra tra i beni immateriali dell’UNESCO.

Il Patrimonio cultuale immateriale è, infatti, l’insieme delle tradizioni, espressioni orali, arti dello spettacolo, rituali, eventi festivi, artigianato, pratiche agricole tradizionali che sono espressione “vivente” dell’identità delle comunità e delle popolazioni che in esse si riconoscono.

Macchina di Santa Rosa, FacchiniLa Conferenza Generale dell’Unesco ha adottato nel 2003 la “Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale”.

Si tratta del primo accordo internazionale diretto a valorizzare e salvaguardare gli elementi del Patrimonio intangibile.

Nella Lista Rappresentativa figurano attualmente 508 elementi, di cui 9 sono Italiani:

L’Opera dei Pupi siciliani, 2008
Il Canto a Tenore sardo, 2008
Il Saper fare liutaio di Cremona, 2012
La dieta mediterranea, elemento “transnazionale” comprendente oltre all’Italia anche Cipro, Croazia, Grecia, Marocco,  Spagna e Portogallo, 2013
Le Feste delle Grandi Macchine a Spalla (La Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Faradda dei Candelieri di Sassari, il trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo), 2013
La vite ad alberello di Pantelleria, 2014

 

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