“Una stanza tutta per sé”, ambiente protetto nelle questure per le donne che hanno subito violenze

Ieri, 25 novembre, è stata la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Chi vi scrive dalle pagine di questa testata giornalistica online, ha sempre pensato che deve essere il 25 novembre tutti i giorni. Chi vi scrive ha sempre cercato, nel suo piccolo, di non far spegnere i riflettori sulle donne. Chi vi scrive cerca di ricordare che anche il giorno dopo, le donne si trovano avvinghiate nelle maglie delle violenze, dei maltrattamenti subiti, del revenge porn e tanto altro.

Così oggi, 26 novembre, è bene che ogni donna sappia che esiste una  sala per audizioni protette,  che in pratica, ricrea un ambiente favorevole, che possa metterla  a proprio, quando incontra gli investigatori. È un momento molto delicato, una fase del calvario, dove raccontare ai poliziotti, il male subito. 

In quel momento la Polizia di Stato diventa quel filo sottile, delicato tra la vittima e la parte ‘buona’ della società.

Prefetto Franco Gabrielli, 25 novembre

Grazie al  protocollo sottoscritto dal Capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli e la presidente dell’associazione Soroptimist International d’Italia Maria Coppola, ha preso il via un progetto: “Una stanza tutta per sé”. 

Lo scopo è proprio quello di invitare, di incoraggiare le donne a ricorrere alle Forze dell’ordine, quando si trovano in pericolo, ma soprattutto di supportare, di sostenerle nel momento della denuncia.

Come sottolineato ieri dal prefetto Gabrielli: “È una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale. E’ una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale”.

Le Forze dell’ordine da anni sono accanto alle donne. Denunciate i vostri aguzzini.

Questo non è amore, Polizia di Stato
“Questo non è amore”, campagna della Polizia di Stato

 

 

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