Valentina Pitzalis, la donna che ha saputo liberare il presente dal suo tragico passato

Il 25 novembre si sta avvicinando. La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne sta per essere celebrata  per ricordare, per dire No e sempre No alla violenza sulle donne.

Perché è inutile negarlo, chi vi scrive in primis, siamo stufe di discorsi, retorica. Bisogna andare oltre e trovare leggi adeguate e mirate, ma soprattutto educare le generazioni al rispetto verso le donne.

Un calvario esistenziale che scarnifica le donne di qualunque età, cultura, condizione. Violenze psicologiche, fisiche, maltrattamenti, stupri e spesso uccisioni. Se non vengono uccise, rimangono sfregiate, terribilmente deturpate e non solo nell’anima.

Tra le tante, Valentina Piztalis, la giovane donna sarda, sfigurata dall’ex marito che le ha gettato del cherosene addosso, con l’intenzione di ucciderla.

Silvia Toffanin, Verissimo
Silvia Toffanin, Verissimo

A tal proposito proprio lo scorso sabato, Valentina Piztalis si è raccontata  al pubblico di “Verissimo“, intervistata  da Silvia Toffanin.

Ho bruciato per 20 minuti, respiravo la mia essenza, speravo di morire“.  Si è espressa così, ed in quelle parole si sente tutta l’atrocità compiuta dal suo ex marito Manuel Piredda, nella notte tra il 16 ed il 17 aprile del  2011 ad Bacu Abis (Carbonia). 

Le diede fuoco, ma a sua volta  prese fuoco lui, mentre Valentina era tra le fiamme per venti minuti.

Valentina non è più la bella ragazza di un tempo, non ha più le sue sembianze. È persino invalida al 100%, le è stata amputata la mano sinistra.

Non è morta Valentina, ma forse una parte di lei è morta in quella maledetta sera, quando  l’uomo che amava o forse credeva di amare, con una ferocia inaudita la stava bruciando viva. Del resto è proprio lei a scrivere nel suo libro che:  “Le cicatrici più terribili non sono quelle del corpo, ma quelle dell’anima, quelle che non guariscono se non decidiamo noi di mettere la parola fine”. 

Valentina ha reagito, in tutti i sensi, dopo questa barbarie fisica e psicologica. È diventata il simbolo del coraggio oltre la morte, oltre le fiamme del suo corpo devastato, con il sorriso espressione di rinascita.

Nessuno può toglierti il sorriso, Valentina Pitzalis

Il sorriso diventato un libro, un libro intervista con Giusy Laganà: “Nessuno può toglierti il sorriso”, per dire a tutte le donne di non accettare mai, tutto quello che non deve mai essere accettato.

Questa guerriera è ormai un simbolo della lotta contro il Femminicidio, tiene corsi per sensibilizzare i giovani nelle scuole.

Non di è arresa, non si è pianta addosso, ma ha saputo trovare la forza dalle fiamme, dalla sua stessa pelle bruciata e deturpata, perché come scrive nel suo libro-intervista: “La vita non potrebbe continuare se non si gettasse il passato nel passato, liberando il presente dal suo peso”. 

Valentina Pitzalis

 

 

 

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