Un maestro, un grande attore, un grande interprete. Se ne è andato nel giorno del suo compleanno Gigi Proietti, romano d’adozione, tanto che a Roma, è stato proclamato il lutto cittadino. L’ultimo colpo di scena, proprio come Shakespeare, morto anche lui nel dies natali.
Era ricoverato in gravi condizioni da 15 giorni, per problemi cardiaci. Oggi, 2 novembre, il triste epilogo.
Gigi Proietti, all’anagrafe Luigi, versatile e poliedrico proprio come i suoi personaggi che interpretava con innata maestria e talento puro.
Ma anche doppiatore, come quando aveva prestato la voce al genio della lampada di Aladino nel cartoon Disney.
Ballava, cantava, imitava, regalava divertenti monologhi con una energia ineguagliabile.

Nel 1996 è stato l’apprezzato protagonista di una serie TV su Ra1 accanto ad Amanda Sandrelli nella prima serie, successivamente con Veronica Pivetti, girata a Viterbo, che ha registrato record d’ascolto: Il maresciallo Rocca, nel ruolo di un carabiniere che poi rimane vedovo, padre di quattro figli. Quel particolare rapporto con la città gli è valsa la cittadinanza onoraria. Ed è proprio il sindaco di Viterbo, Giovanni Maria Arena ad affermare in una nota:”Un figlio adottivo per Viterbo, amato da tutti”.
Sua è la voce in quel famoso appello in pieno lockdown rivolto agli anziani definiti da lui “ai miei coetanei”, e quindi, “a voi non più giovanissimi”. Gigi Proietti nel messaggio diffuso sui canali social della Polizia di Stato si rivolgeva, infatti, a tutti i nonni d’Italia, per invitarli a rispettare le regole per evitare di contrarre il coronavirus. “Ne abbiamo visti di momenti difficili, ma vedrete supereremo anche questa. Per la tradizione noi anziani dovremmo essere i più saggi e quindi siamo d’esempio alla collettività, restiamo a casa perché più gente obbedisce a questa disposizione e prima finisce tutto, e potremo andare ‘ndo ce pare.
Riposa in pace grande Maestro.