Bebe Vio, un’atleta semplicemente speciale

Era il 25 marzo del 2019, quando   Maria Adelaide Marzia Vio, detta “Bebe” vinceva ancora una volta un oro.

L’occasione era la  gara di fioretto femminile categoria B del circuito di Coppa del Mondo di scherma paralimpica, la conferma trionfante sulle pedane degli Emirati Arabi, a Sharjah. È suo l’oro.

La campionessa europea e mondiale in carica aveva vinto il suo girone contro  thailandese Saysunee Jana per 15-3, la georgiana Irma Khetusiriani per 15-6.

Nella semifinale vince il match contro la cinese Xiao Rong, per 15-7, alla finale il suo urlo di vittoria, contro la cinese Zhou Jingjing, per 15-5.

Semplicemente grande.

Bebe Vio nasce a Venezia il 4 marzo 1997. È un’infanzia serena la sua, nella quale ha il primo approccio con la scherma, uno sport che l’appassiona molto, fino a quando nel 2008, inizia ad accusare forti cefalee e febbre.

Viene ricoverata presso la terapia intensiva pediatrica dell’ospedale di Padova. Arriva la dolorosa diagnosi: meningite fulminante da meningococco di gruppo C, con condizioni sempre più gravi.

La ragazza lotta tra la vita e la morte. Le vengono amputate le gambe e gli avambracci per le necrosi e le infezioni.

Dopo un lungo e doloroso periodo in ospedale, con evidenti tracce su tutto il corpi, Bebe supera anche questa tragica fase. Ritorna a scuola e riprende persinogli allenamenti di scherma. Nel 2010 gareggia sulla sedia a rotelle, e dopo aver ricevuto le protesi, torna a concorrere in pedana.

Il suo è uno stile inconfondibile, già con  le Paralimpiadi di Rio de Janeiro ci ha abituato, salendo  sul podio nella competizione di fioretto, battendo per 15 a 7 in finale una delle favorite, la cinese Jingjing Zhou. Da allora un’ escalation che la vede sempre più diventare un personaggio mediatico, grazie alla sua determinazione, la sua grinta.

È la prima atleta al mondo a gareggiare con quattro protesi agli arti. Ed è lei che alle Paralimpiadi di Londra nel 2012, che  viene scelta per portare la fiaccola olimpica alla cerimonia inaugurale. 

Successi su successi con le  Paralimpiadi nella scherma, tra l’oro del 2014, agli Europei di Strasburgo,  nel fioretto categoria B, sia individuale che a  squadre e nel settembre dello stesso anno vince un altro oro ai Mondiali di Varsavia Under 17.

Il risultato più straordinario è quello nei XV Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro.

Il 2017, 2018 e 2019 segnano le sue vittorie con la  Coppa del Mondo Oro, sia individuale che a squadre.

Una storia incredibile, emozionante che ci  dimostra che quando si insegue e desidera fortemente qualcosa, lo si può ottenere, anche in condizioni difficili, o agli occhi degli altri impossibile.

 Bebe Vio, un’atleta semplicemente speciale.

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