Carlo Acutis, un ragazzo che amava e rispettava il prossimo

Un ragazzo beato. È Carlo Acutis, un futuro santo dei nostri giorni, proclamato beato sabato scorso ad Assisi.

Tremila pellegrini erano presenti alla cerimonia di beatificazione nella Basilica superiore di San Francesco. Per non parlare della diretta TV.

Carlo Acutis Beato, Assisi
Assisi, Beatificazione di Carlo Acutis

Carlo Acutis, un  ragazzo di appena 15 anni, nato e cresciuto a Milano, che il 12 ottobre 2008, muore a causa di una leucemia fulminante all’ospedale San Gerardo di Monza.

Card. Augusto Vallini
Card. Augusto Vallini

“Un ragazzo normale – come ha sottolineato nell’omelia il cardinale Agostino Vallini, il legato pontifico per le Basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli – spontaneo, simpatico, amava la natura e gli animali, giocava a calcio, aveva tanti amici suoi coetanei, era attratto dai mezzi moderni della comunicazione sociale, appassionato di informatica, e da autodidatta costruiva programmi per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza”.

Ecco, questo era Carlo Acutis e questo affascina chi si avvicina alla sua storia, alla sua testimonianza.

Perché il beato Carlo Acutis era un ragazzo speciale, un ragazzo dei nostri giorni che amava Gesù, che si accostava alla Santa Eucarestia che considerava ” la mia autostrada per il cielo”.

Corpo incorrotto di Carlo Acutis
Corpo incorrotto di Carlo Acutis

Il classico bravo ragazzo della porta accanto, quello che chiede ai genitori di poter comprare i sacchi a pelo per donarli ai senza fissa dimora  della sua città, come ha dichiarato la sua mamma Antonia in un’intervista.

Un esempio, un simbolo. Giocava a pallone, ma allo stesso tempo desiderava attirare più persone possibile a Gesù, testimoniando il Vangelo attraverso il suo esempio di vita: amare e rispettare il prossimo.

Persino internet era per questo ragazzo il modo per incontrare altre persone e diffondere i valori cristiani. Una sorta di spazio virtuale da usare bene per aiutare, per socializzare, senza esserne schiavi, senza bullizzare.

Certo, era un giovane controcorrente. Diverso, per fortuna, da quei coetanei sbandati. Un ragazzo che non scendeva a compromessi, un ragazzo integro, con principi integri.

Carlo Acutis si preoccupava ed occupava delle persone bisognose: aveva, in definitiva, una profonda attenzione per il prossimo.

Senza tetto, poveri, anziani soli erano al centro dei suoi interessi. Gli ultimi, gli emarginati, i disabili, l’ultima catena della società, quelli che gli altri non guardano, se non per girarsi poi dall’altra parte: la cultura dello scarto.

Eppure ci ha dimostrato dai suoi 15 anni che tutti possiamo farlo, che tutti possiamo andare oltre all’effimero, alla superficialità, alla mondanità, la violenza, ossia gli assurdi valori dei nostri tempi.

 Infatti, proprio al termine della celebrazione, il  vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino ha reso nota la nascita di  una mensa per i poveri ed  un Premio internazionale Francesco di Assisi e Carlo Acutis, destinato ad un progetto per il Terzo Mondo. 

È un inizio.

 

Foto tratte dal web 

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