Si stava recando con la sua macchina in Tribunale ad Agrigento. Viene spronato ed ucciso senza pietà da 4 uomini della Stidda. Muore così Rosario Livatino, giovane magistrato siciliano.
È il 21 settembre 1990. Il ‘giudice ragazzino’, così veniva chiamato, viene assassinato in modo crudele e spietato: il giovane magistrato, infatti, tenta di scappare a piedi, ma raggiunto, viene freddato a colpi di pistola, senza alcuna pietà.
Ha 37 anni. Sono passati trent’anni da quel terribile giorno ed oggi verrà ricordato con celebrazioni istituzionali e vari eventi.
Rosario Livatino un uomo che è riuscito a mettere in pratica nel suo lavoro, nel quotidiano il Vangelo.
La sua fede ha plasmato, ha dato forma alla sua professione. Un testimone credibile del messaggio del Vangelo. Tra l’altro è in corso il processo di beatificazione seguito personalmente dal cardinale Francesco Montenegro.
Un attimo prima di morire, quando i suoi assassini gli si avvicinano gli chiede: “Che cosa vi ho fatto?'”. Così racconta nella sua confessione uno dei suoi assassini.
Uno dei 45 testimoni ascoltati nella causa di beatificazione e canonizzazione ha riferito che Livatino era solito stringere la mano dell’imputato al termine dell’udienza e che non gli interessava condannare, ma rendere realmente giustizia, giudicare in base ai fatti guardando l’imputato in modo umano.
È proprio il pentimento e la conversione dei suoi aguzzini, unito alle numerose testimonianze della sua profonda fede e un miracolo hanno portato al riconoscimento della sua venerabilità, beatificazione e santità a conclusione del processo presso la Congregazione delle Cause dei Santi.
La fase diocesana del processo di canonizzazione del “Servo di Dio” Rosario Livatino è stata aperta nel 2011 e si è chiusa il 3 ottobre del 2018, proprio nel giorno in cui il magistrato avrebbe compiuto 66 anni.
Il giudice a latere è un martire dell’odio alla giustizia e alla fede. Solo ed indifeso davanti ai suoi spietati killer, ma sicuramente sicuro e saldo nella fede e nei suoi principi morali.
In una sua agenda aveva scritto: “Ho prestato giuramento: sono in magistratura. Che Iddio mi accompagni e mi aiuti a rispettare il giuramento e a comportarmi nel modo che l’educazione che i miei genitori mi hanno impartito esige”.
Rosario Livatino un giudice che ha svolto la sua missione di carità verso l’uomo ed ha agito da testimone della fede.
