Santa Rosa 2020, ai tempi della pandemia, tra misure contingentate, nessun Corteo con il Cuore della Patrona di Viterbo, nessun Trasporto della Macchina con i 100 Facchini, i leoni di bianco vestiti, fascia rossa in vita, bandana e scarponcini neri.
Santa Rosa 2020, sottotono: l’occasione, per molti, di riflettere, di meditare in silenzio del messaggio d’amore, di forza e tenacia di una ragazzina che ha osato sfidare un Imperatore, che è andata in esilio, che nascondeva nel suo grembiule i tozzetti di pane che serbava per i poveri, che con un Crocifisso in mano andava per le vie a far conoscere il suo grande amore: Gesù.
Santa Rosa 2020 ai tempi del coronavirus: l‘occasione per ricordare che nel 1664, il Comune di Viterbo, poiché la Città era stata liberata da una terribile epidemia dalla beata Rosa (Santa a furor di popolo), si impegna a portare la statua di santa Rosa ogni anno, proprio su una “macchina”, che nel corso degli anni assume proporzioni sempre maggiori, tanto da diventare come una torre illuminata.
“Il Campanile che cammina, come la definisce lo scrittore Orio Vergani, quando assiste al Trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Così dal 1258 il “Bel fiore italico, o di Viterbo vanto“, come canta l’inno della gioventù femminile dell’Azione Cattolica, Rosa è portata in trionfo per le vie cittadine.
“A Santa Rosa da Viterbo”
Inno Popolare per la gioventù femminile di Azione Cattolica.
Versi dell’Arcid. Mons. Antonio Tarquini. Musica di Gustavo Torquati
Salve o Belfiore Italico,
o di Viterbo vanto,
Rosa, a tuo onore sciolgasi
da mille petto un canto;
che non sia steril plauso
alle tue altre virtù,
ma guidi pure i deboli
sulle orme di Gesù.
Ritornello
o dolce nostra Vergine,
Diletta Santa Rosa,
sul cuore tuo da secoli
la nostra Fe riposa
e precie lutti e lacrime
sorretti dalla fé;
del nostro cuore i palpiti
tutto doniamo a te.




