Avis, donare sangue nell’estate del dopo lockdown

Il nostro gesto semplice, ma indispensabile a favore di tutti e del diritto alla salute di ogni uomo“.

Scrive così il presidente Avis Nazionale Gianpietro Briola sul suo profilo Facebook, perché donare è un semplice gesto, ma importante e fondamentale per chi lo riceve, ma anche per ogni donatore.

È la cultura della donazione, perché  “è quando date voi stessi, che date davvero”, come scriveva Khalil Gibran.

Il coronavirus ci ha destabilizzato e messo a dura prova, ma l’Avis tra campagne e sensibilizzazione, come #escosoloperdonare,è riuscita a trasmettere fiducia nel tempo della pandemia ed il risultato è stato lodevole, come sempre.

La famiglia Avis, ancora una volta, non si è tirata indietro, è riuscita a garantire donazioni, trasfusioni e terapie salvavita a tante persone, tanti pazienti. Ora più che mai, anche in questo tempo del dopo lockdown ed in questa estate 2020.

Sangue e plasma sono e rimangono  beni pubblici a disposizione del nostro Sistema sanitario nazionale. L’Avis lo sa bene: oltre un milione e 300mila volontari.

Avis

Perché Avis è sinonimo di solidarietà e aiuto verso gli altri, cuori pulsanti in gocce di sangue donato. Tutti uniti e protagonisti di una ripresa della società, così provata dalla pandemia.

È bene ricordare che la donazione è  sicura e che, come affermato dal presidente Briola “non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino la trasmissione del coronavirus attraverso le trasfusioni di sangue ed emocomponenti. A differenza di altre malattie virali, come l’Aids o l’epatite, non esiste una correlazione tra la trasmissione del virus e lo scambio sanguigno”.

Per quanto riguarda la  prevenzione del coronavirus,  occorre aspettare 14 giorni prima di poter donare nei seguenti casi:

  1. Se siamo entrati in contatto con soggetti risultati positivi al tampone;
  2. Se abbiamo contratto il virus, siamo guariti e/o abbiamo completato l’eventuale terapia farmacologica;
  3. Quando rientriamo da un soggiorno nella Repubblica Popolare Cinese.

L’Avis ricorda inoltre come la donazione sia a maggior ragione importante in questo momento soprattutto in regioni come la Lombardia, che fa da traino nel settore, poiché le sacche vengono messe a disposizione anche di altre regioni che invece sono costantemente sotto la soglia minima di domanda di sangue, come la Sardegna, dove sono diffuse le malattie genetiche del sangue, e il Lazio, che è punto di riferimento per l’intero centro-sud, e sostiene una mole di richieste che va ben oltre al fabbisogno regionale.

Al fine di incoraggiare le persone a donare, l’Avis ha poi lanciato una campagna video dedicata con tutte le istruzioni per donare il sangue.

 https://www.youtube.com/embed/ewN0ab1GUl0/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT

 

 

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