Raffaella La Crociera, la poetessa insignita del Premio della bontà 1954

Roma, Cimitero Monumentale del Verano. Al riquadro 5, in un’area dove riposano i resti mortali di eroi, pittori, scultori, musicisti, artisti, c’è   una tomba con una statua di marmo,che raffigura una bambina che tiene nella  mano destra, un quaderno. (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cimitero_del_Verano

È proprio vicina  al monumento a Bruno Buozzi.

(https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bruno Buozzi

Raffaella La Crociera, Bruno Buozzi
Cimitero del Verano, Tomba di Bruno Buozzi e Raffaella La Crociera

È qui che è sepolta Raffaella La Crociera, “Premio della bontà 1954”, la piccola poetessa romana, nata il  23 novembre 1940 e morta il  2 novembre 1954, raffigurata nella  scultura di Silvio Minaglia di S.Elia.

Raffaella è la bambina che ha commosso l’Italia negli anni Cinquanta.

Raffaella La Crociera
Raffaella La Crociera

Esattamente nell’ottobre del 1954 un violento nubifragio colpisce  la costiera salernitana, mettendo in ginocchio e a dura prova la popolazione.

Le vittime non avevano più niente,  avevano bisogno di tutto e così la Rai aveva aperto una sottoscrizione pubblica  per raccogliere fondi.

A Roma, quartiere Testaccio, una bambina costretta al letto da una terribile malattia, il lupus eritematoso cronico, sta ascoltando gli appelli alla radio. È avvilita, perché non ha nulla da offrire ai bambini colpiti dal nubifragio. I suoi genitori non avevano più disponibilità economica, perché avevano speso tutti i loro soldi, per  curare la figlia, che non usciva più di casa da tempo.

Raffaella, che ama scrivere versi,  decide di donare una poesia a quei bambini privati di tutto.

Alla Rai giunge una lettera commovente con una poesia intitolata “Er zinale“, ossia il grembiule di scuola.

Ecco il testo:

“Giranno distratta pe casa, / tra tanta robba sfusa, / ha trovato: ah! come er tempo vola, /er zinale de scola. / Nero, sguarcito, / Un po’ vecchio e rattoppato, / è rimasto l’amico der tempo passato. / Lo guarda e come se gnente fusse / a quell’occhioni / spunteno li lucciconi, / e se rivede studente / allegra e sbarazzina / tanto grande, ma bambina. / Lo guarda e come un’eco risente / quelle voci sommesse: Presente! / Li singhiozzi, li pianti, / li mormorii fra li banchi, / e senti…senti… / pure li suggerimenti. / Tutto rivede e fra quer che resta, / c’è la cara sora maestra. / Sospira l’ècchese studente, perché sa / che a scola sua non ce potrà riannà. / Lei cià artri Professori, poverina. / Lei cià li Professori de medicina”.

Ed è Giovanni Gigliozzi, domenica 31 ottobre, nella sua rubrica radiofonica “Campo de’ Fiori”, a leggere proprio la poesia di Raffaella, informando i radioascoltatori di metterla all’asta e destinare il ricavato agli alluvionati.

Tra le tante telefonate giunte in Rai, arriva dalla Svizzera quella della contessa Cenci Bolognetti. È lei che si aggiudica la poesia, con l’offerta di mezzo milione di lire. Una cifra strabiliante per l’epoca.

Raffaella è felice. Inoltre, un giocattolaio romano decide di donare alla poetessa la bambola più bella del suo negozio. Non la vedrà mai: due giorni dopo Raffaella La Crociera finisce la sua vita terrena e su un cuscino di fiori bianchi arriva la bambola, appena in tempo per accompagnarla al Cimitero del Verano.

 Alla memoria di  Raffaella, la piccola poetessa dal grande cuore, è assegnato il  Premio bontà “Livio Tempesta”.

Il riconoscimento viene consegnato dall’allora sindaco di Roma, Salvatore Rebecchini, alla sorella più piccola di Raffaella La Crociera.

La bianca  tomba marmorea lì al Verano ricorda e  testimonia silenziosamente la purezza e la bontà di una bambina che tanto si è prodigata per aiutare chi era meno fortunato di lei.

 

 

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