Il talento indiscusso di una grande artista in scena, ieri 12 maggio, nella fiction di RaiUno, con Serena Rossi, per ricordare a 25 anni dalla scomparsa, Mia Martini.
“Io sono mia“, riproposta in prima serata, per celebrare una donna che ha lasciato un vuoto incolmabile nel panorama musicale italiano. Di qualità, ovviamente.
Già, sembra ieri che Domenica Rita Adriana Bertè, in arte Mia Martini, viene rinvenuta senza vita nella sua casa, mentre ascoltava con le cuffiette la sua musica. Il suo corpo riposa dal 1995 nel cimitero di Cavaria con Premezzo.
Ma lei, a dispetto di chi l’ha massacrata con quelle sporche dicerie sul fatto che portasse sfortuna, continua a vivere nel ricordo di ognuno di noi, di chi l’ha conosciuta ed amata.
Nasce discograficamente nel 1962, proprio quando ragazzina quindicenne incide ”I miei baci non li puoi scordare”.
Il successo, però, arriverà nel 1972 con “Piccolo uomo“, singolo con il quale vince il Festivalbar. Il brano è il risultato di una collaborazione con Bruno Lauzi.
Ma la consacrazione vera e propria la avrà nel 1973, quando Franco Califano scrive per lei “Minuetto“. Successivamente è impegnata in un triennio con Charles Aznavours. Memorabile il concerto insieme all’Opera di Parigi.
Persino la critica europea la premia come cantante dell’anno nel 1974.
Eppure tutto finisce, spazzato via, quando iniziano a girare voci sempre più insistenti sul fatto che portasse sfortuna.
Una maldicente diceria, degna di chi l’aveva diffusa,a seguito di un incidente della sua band, dal quale ne uscì illesa.
Nel 1982 Mia Martini prova a rientrare nel giro ed approda a Sanremo con ”E non finisce mica il cielo’‘, pezzo di Ivano Fossati.
Altra partecipazione al Festival della Canzone italiana, con “Almeno tu nell’universo”, premiato dalla critica nel 1989.
L’anno successivo sale nuovamente sul palco dell’Ariston con ”La nevicata del ’56”, ma non è un successo. Nel 1991 ritorna con “Uomini“, successivamente con Roberto Murolo nel 1993 ed un’ottima performance in napoletano di “Cu me“.
Mia Martini, indimenticabile ed irripetibile. Mia Martini a volte fragile, ma determinata e convinta della musica di qualità.
Questo l’ha probabilmente penalizzata. Eppure era una straordinaria interprete, ma che raramente ha ottenuto il successo che invece meritava.
Prigioniera di dicerie assurde, di una mentalità retrograda, nonostante fosse pienamente in grado di conciliare le esigenze di mercato con la qualità.

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