Con l’arrivo dell’estate torna anche la voglia di colonne sonore capaci di accompagnare viaggi, tramonti e serate all’aperto. Questa volta, però, il singolo “Lo sa anche Matilde” nasce dall’incontro di tre sensibilità artistiche che hanno deciso di unire idee, esperienze e stili in un progetto scritto e realizzato a più mani, quelle dell’Artista e Vocal Coach Elena Bresciani e delle sue giovani allieve Alessia Passera e Matilde Moro. Un brano con un’identità ben precisa, mescolando leggerezza, energia e autenticità.
Un titolo simpatico e frizzante: chi è Matilde?
“Lo sa anche Matilde” è un titolo fresco, giovane. Volevamo omaggiare la mia giovane allieva Matilde Moro, al suo esordio come co-autrice del testo insieme a me.
Ci stiamo lavorando dalla primavera e l’idea è farlo uscire in autunno; anche se dentro si sente il sapore delle estati della giovinezza.
E cosa sa Matilde?
Matilde poco più che adolescente nel testo della canzone conosce i trabocchetti della mente umana; piccolo spoiler del testo “lo sa anche Matilde che non è ragionevole quando casco in tondo senza verità in un girotondo”.
Come è stata la creazione di questo brano tra testo, musica e interpretazione?
Sono tornata bambina anch’io, ho giocato con le parole; siamo partite da un bellissimo testo narrativo scritto da Matilde e ci abbiamo lavorato a lungo, sia al testo, sia alla parte armonica (io da sola), sia alla parte melodica con il contributo di un’altra mia allieva: Alessia Passera, che sarà l’interprete del brano. Tutto al pianoforte come si faceva una volta, partendo dal testo poi l’armonia, infine la melodia, rimaneggiando con cura le parole del testo sino alla versione definitiva. È fresca come “la canzone del sole”, ma è pensata nel dettaglio. Volevamo trattare i loop della mente con leggerezza; la mente è una grande pericolosa illusione e silenziarla ci porta a stare meglio.
Dove lo potremo ascoltare?
Su tutte le piattaforme dall’autunno.
Continuerete a produrre insieme nuovi brani, magari fino a dar vita a un vero e proprio album?
Può darsi. Mi piace incentivare le collaborazioni fra allievi e dare una mano alle giovani generazioni con la mia esperienza. È uno scambio di idee produttivo pure per me, cresco e ringiovanisco anche artisticamente.
Un’ultima domanda per te, Elena: so di un importante evento che si è tenuto al Rotary di Romano, dove tu vivi in provincia di Bergamo. Ce ne vuoi parlare?
Innanzitutto vi segnalo volentieri quello che il gruppo Rotary di Romano di Lombardia, mia città natale e di residenza ha scritto nella pagina pubblica: “Una serata rotariana di grande intensità culturale ed emotiva quella che ha visto protagonista il mezzosoprano Elena Bresciani, artista di fama internazionale, vocal coach e ricercatrice nel campo della voce e del benessere. Con il suo straordinario percorso artistico – dai palcoscenici europei alla Carnegie Hall di New York – e con il progetto “Vibralchimie”, dedicato alle connessioni tra canto, spiritualità e benessere, Elena Bresciani ha saputo coinvolgere i presenti in una riflessione profonda sul valore della voce come espressione autentica dell’anima e strumento di comunicazione universale. Una testimonianza di talento, studio, sensibilità e ricerca interiore che ha lasciato nel pubblico grande emozione e numerosi spunti di crescita personale e culturale. Un incontro autentico capace di coniugare arte, umanità e ispirazione.”
Sono stati veramente gentili, accoglienti, preziosi, è stato facile raccontare il mio lavoro perché mi hanno fatta sentire a casa. È stata una serata per me molto emozionante per il riconoscimento che hanno conferito al mio lavoro e per il dialogo. Ringrazio in particolare la Dottoressa Neotti che ha fatto da mentore per questo incontro e il Presidente Diego Finazzi, naturalmente è stato bello ritrovare con l’occasione l’amico Luciano Dehò, Presidente della Fondazione Giovan Battista Rubini, con il quale ho collaborato alle passate edizioni del Concorso Internazionale di Canto Lirico dedicato al grande tenore ottocentesco; è stato infine bello conoscere un gruppo di persone di spessore estremamente interessanti e, ripensandoci, ho ancora il cuore colmo.
Photo credits Collettivo Margot