“Quasi Grazia“, il film di Peter Marcias dedicato all’unica donna italiana insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 1926, Grazia Deledda, è sulle sale cinematografiche dallo scorso giovedì 14 maggio.
Un omaggio ad una grande figura della Sardegna che vede nel ruolo principale una altrettanto grande attrice: Laura Morante, nipote, tra l’altro, di Elsa Morante, scrittrice di notevole rilievo.
Grazia Deledda, dunque, raccontata in una pellicola scritta e diretta da un sardo, nativo di Oristano, che ha saputo presentare l’essenza di una donna che ha combattuto per l’emancipazione femminile. Una donna capace di rompere gli schemi e di grande potenza narrativa.
Un film distribuito da Europictures che ha ottenuto oltre 2.600 spettatori nelle sale sarde solo nella prima settimana, intenso e capace di presentare la scrittrice sarda in una dimensione sicuramente più personale, tanto da renderla vera, reale.
Una pellicola tratta dal romanzo di Marcello Fois, presentata in anteprima al 43° Torino Film Festival, oltre a essere inserito Fuori Concorso nella sezione Zibaldone del Torino Film Festival 2025.
“Quasi Grazia”, descrive tre momenti particolari e fondamentali della Deledda: la visita improvvisa della madre giunta da Nuoro, l’attesa del verdetto dell’assegnazione del Premio Nobel ed la dolorosa scoperta del tumore al seno, malattia che ha duramente provato la scrittrice e che ha influenzato i suoi ultimi lavori letterari, per dieci anni.
Grazia Deledda rivive attraverso gli occhi sensibili di Peter Marcias e la intensa interpretazione di Laura Morante che rivelano entrambi il vissuto, la forza e la immensa vocazione letteraria che ha segnato la vita di una donna ancora attuale, che ha incredibilmente raccontato la condizione umana e femminile, in un’epoca fortemente segnata da pregiudizi.

Grazia Maria Cosima Damiana nasce a Nuoro il 27 settembre 1871, quinta di sette fratelli, in una famiglia benestante. Nonostante abbia frequentato solamente le scuole elementari, cresce e si forma in un ambiente familiare dove studia l’italiano e può comunque coltivare i suoi interessi proprio per la cultura. È da giovanissima, infatti, che inizia a scrivere racconti, a 21 anni pubblica il suo primo romanzo ‘Fior di Sardegna’. La notorietà arriva nel 1913, con la pubblicazione del suo capolavoro ‘Canne al vento’.

Quando si trasferisce a Cagliari, nel 1899, conosce Palmiro Madesani, impiegato al Ministero delle Finanze, con il quale si sposa dopo soli tre mesi di conoscenza. Dalla coppia nascono due figli: Franz e Sardus.
Si trasferiscono a Mantova, città di origine del marito, successivamente a Cervia nel 1920, tanto che nel suo romanzo “Il paese del vento “, si ritrova l’atmosfera di Cervia, luogo immerso nella natura in cui vive per un periodo, per poi stabilirsi definitivamente a Roma.
Nel 1927 viene nominata Cittadina onoraria cervese e quest’anno è in programma da marzo a dicembre “1926-2026: 100 anni di Grazia“, rassegna di appuntamenti a Cervia, organizzata in occasione del centesimo anniversario dell’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura alla scrittrice Grazia Deledda, sarda di nascita e cervese di adozione.
Il suo romanzo autobiografico, “Cosima”, esce nel 1937, un anno dopo la sua morte avvenuta il 15 agosto 1936, a causa di un tumore al seno.
Le sue spoglie inizialmente vengono sepolte al Verano a Roma, in una tomba a forma di nuraghe voluta espressamente così falla scrittrice, con incisa la frase latina “Non est Deus mortuorum sed viventium” (Non è Dio dei morti ma dei viventi), poi trasferite a Nuoro, nella Chiesa della Solitudine, alle pendici del Monte Ortobene su espressa richiesta della famiglia. La sua casa nuorese è un museo.
Foto di Grazia Deledda tratte dal web
