Senzatetto, sempre più invisibili e soli

Si chiamava Edwin, era un senzatetto e giorni fa  è stato trovato morto, a piazza San Pietro.

Potrebbe essere morto per ipotermia o per un malore legato alle sue condizioni.

Edwin è la decima persona, da novembre, morta a Roma. Un triste bilancio. Grave.

Freddo e Covid-19 sono ormai un mix letale per i fragili della società.

Vite sospese, vite nella solitudine, vite minate. C’è chi ha perso il lavoro, successivamente la famiglia. Si è trovato solo dall’oggi all’indomani. Solo, per strada,. Solo tra la gente che passa indifferente davanti a quei corpi avvolti da coperte e cartone.

Sono circa 16mila i senzatetto a Roma, 50mila in Italia.

Quando in Italia si è chiuso tutto per il coronavirus, i senza fissa dimora sono rimasti chiusi da tutto e da tutti.

Associazioni, organizzazioni, volontari ed anche operatori del Terzo settore fanno tutto quello che possono, ma non è facile.

L’emergenza Covid-19 ha posto dei pesanti limiti, oltretutto difficili da superare.

Le mense, per esempio, devono giustamente rispettare la distanza di un metro tra le persone. Così, sono state ridotte le entrate, molti dormitori non hanno aperto.

Se una persona accusa sintomi di infezioni, deve rivolgersi al medico e magari stare a casa, in quarantena. Ovvio, ma per osservare la quarantena, bisogna avere una casa. Chi vive-sopravvive per strada non ha una casa, non ha un medico. Quindi è automaticamente escluso da tutto.

Vite lacerate, vite provate ed indebolite anche da patologie peggiorate nel tempo, varie dipendenze e solitudine sono devastanti.

Esseri umani, che vivono  per strada, alcuni soffrono alla fine  di malattie psichiatriche. Molte le Rovera o e poi ritornano nel baratro. 

Confusi nella città, i nuovi sempre più invisibili e soli.

Emergenza freddo, Comunità di Sant’Egidio

 

 

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