Maternità, un diritto di tutte le donne

Prima fate nascere il bimbo“, sono queste le parole di Patrizia, una mamma in attesa di suo figlio. Una mamma che, però, ha un tumore e deve affrontare quel lungo calvario chiamato operazione e chemioterapia.

Una madre che deve scegliere tra la sua vita, minata da un nodulo maligno al seno, e la vita di suo figlio che porta in grembo da cinque mesi.

Patrizia ha scelto suo figlio, ha scelto di portare avanti la gravidanza. Informa il fidanzato che, invece di sparire come molti fanno in questa circostanza, è rimasto con lei e si sposano prima che nasca  Federico, il loro bambino. Quando nasce, Patrizia ha completato quattro cicli di chemioterapia e poi deve affrontare l’operazione. Successivamente dovrà sottoporsi all’ultima chemio e la radioterapia.

Chiara Corbella
Chiara Corbella

Il suo caso porta subito a pensare ad un’altra mamma, morta sei anni  fa: Chiara Corbella Petrillo, della quale  la diocesi di Roma ha aperto il processo di  beatificazione. La giovane mamma è morta dopo aver rifiutato le cure di un tumore, proprio perché incinta.

Patrizia e Chiara, due donne, due spose, due mamme che non vogliono mettere  a rischio la vita dei loro bambini, per salvare la propria. Due donne che scelgono la vita, senza ricorrere all’aborto.

Perché, diaciamolo, in Italia l’infanzia sembra sgradita: c’è crisi, non c’è sicurezza, non si può rischiare. Sembra scontato ricorrere all’Ivg, Interruzione volontaria di gravidanza, una via veloce per eliminare un figlio, considerato un problema.

Ognuno ha i suoi valori. Accogliere un figlio, il proprio figlio, è un diritto. Il diritto di tutte le donne.

Foto tratte dal web

 

 

 

 

 

 

 

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